Elettrofisiologia e ablazione delle aritmie
L’elettrofisiologia interventistica è la branca più avanzata dell’aritmologia. Attraverso procedure mini-invasive, permette di diagnosticare e trattare in modo definitivo le aritmie cardiache — dalla fibrillazione atriale alle tachicardie sopraventricolari, fino alle sincopi da origine vagale.
Studio Elettrofisiologico (SEF)
Lo studio elettrofisiologico è una procedura diagnostica avanzata che consente di analizzare il sistema elettrico del cuore, localizzare con precisione l’origine delle aritmie e pianificare il trattamento più appropriato.
La procedura viene eseguita in sala operatoria sotto anestesia locale e blanda sedazione. Attraverso accessi venosi femorali, vengono introdotti nel cuore sottili elettrocateteri flessibili in grado di registrare i segnali elettrici delle camere cardiache e di indurre l’aritmia per identificarne il meccanismo.
- Registrazione dell’attività elettrica delle camere cardiache
- Induzione aritmica controllata per identificare l’origine
- Valutazione del sistema di conduzione atrioventricolare
- Pianificazione dell’ablazione transcatetere
Mappaggio con Ecografia Intracardiaca (ICE)
L’ecografia intracardiaca (ICE) permette di visualizzare in tempo reale le strutture del cuore durante la procedura, guidando con precisione il posizionamento dei cateteri e riducendo il rischio di complicanze. Sostituisce in molti casi l’ecocardiogramma transesofageo, garantendo maggiore comfort al paziente.
Tecnica a Raggi Zero — Approccio ALARA / No Fluoro
Quando tecnicamente possibile, le procedure vengono eseguite con utilizzo minimo o nullo di fluoroscopia (raggi X), grazie all’integrazione di sistemi di mappaggio 3D e navigazione ecoguidata. Questo approccio, noto come tecnica ALARA o “No Fluoro”, riduce drasticamente l’esposizione alle radiazioni per il paziente e per l’équipe medica. Nel nostro laboratorio il 95% delle procedure viene eseguito in modalità No Fluoro e il 5% in Low Fluoro.
Mappaggio 3D e Ablazione Transcatetere
Sistemi di navigazione tridimensionale di ultima generazione permettono di ricostruire l’anatomia del cuore e mapparne le proprietà elettriche in tempo reale — una “carta geografica elettrica” delle camere cardiache.
Una volta identificata l’area responsabile dell’aritmia, si procede con l’ablazione: erogazione di energia in un punto preciso per eliminare il substrato aritmogeno. La tecnica può utilizzare calore (radiofrequenza) o freddo (crioablazione) a seconda del tipo di aritmia.
- Fibrillazione atriale — isolamento delle vene polmonari
- Flutter atriale — ablazione dell’istmo cavo-tricuspidale
- Tachicardie sopraventricolari (TSV, WPW)
- Tachicardie ventricolari
- Extrasistolia ventricolare sintomatica frequente
Navigazione in atrio sinistro
Mappaggio elettro-anatomico
Fase di ablazione
L’ablazione transcatetere è una procedura mini-invasiva: non richiede chirurgia a cuore aperto. Il paziente può essere dimesso entro 24-48 ore dalla procedura.
Cardioneuroablazione
La cardioneuroablazione è una procedura innovativa che agisce sul sistema nervoso autonomo del cuore, riducendo o eliminando l’influenza del nervo vago responsabile di bradicardie e sincopi vasovagali ricorrenti.
Attraverso un approccio transcatetere con mappaggio ad alta densità, vengono identificati e ablati selettivamente i gangli parasimpatici a livello degli atri. L’obiettivo è rimodulare l’innervazione neurovegetativa del cuore senza impiantare un pacemaker.
- Sincope vasovagale ricorrente e invalidante
- Bradicardia da ipertono vagale
- Blocchi cardiaci funzionali a componente vagale
- Alternativa al pacemaker nei pazienti giovani selezionati
La cardioneuroablazione richiede elevata esperienza elettrofisiologica e tecnologia di mappaggio 3D di ultima generazione. La selezione accurata del paziente è fondamentale per ottenere i migliori risultati.
FAQ
L’ablazione guarisce definitivamente l’aritmia?
Per molte aritmie — come il flutter atriale tipico e le tachicardie sopraventricolari da via accessoria — il tasso di successo è superiore al 95% con una singola procedura. Per la fibrillazione atriale il successo dipende dal tipo (parossistica vs persistente) e dalla storia clinica del paziente; può essere necessaria più di una seduta.
Quanto dura la procedura e il ricovero?
La durata varia da 1 a 4 ore a seconda della complessità dell’aritmia. Il ricovero è generalmente di 24-48 ore. Per la cardioneuroablazione la degenza è tipicamente di un solo giorno di osservazione.
L’ablazione fa male?
La procedura viene eseguita sotto anestesia locale a livello degli accessi venosi e con blanda sedazione endovenosa per il massimo comfort. Il paziente può avvertire una lieve sensazione di calore durante l’erogazione di energia, ma la procedura è generalmente ben tollerata.
Quando si può tornare alle normali attività?
Dopo la dimissione si consiglia un periodo di riposo di 2-3 giorni. Il ritorno alle attività quotidiane leggere è generalmente possibile entro la prima settimana. Le attività fisiche intense vengono solitamente riprese dopo 2-4 settimane, in base alle indicazioni dello specialista.
Chi può sottoporsi alla cardioneuroablazione?
La cardioneuroablazione è indicata in pazienti selezionati con sincope vasovagale ricorrente documentata, bradicardia da ipertono vagale o blocchi funzionali, in cui la componente vagale è clinicamente rilevante. È particolarmente vantaggiosa nei pazienti giovani come alternativa al pacemaker permanente. La selezione richiede una valutazione aritmologica specialistica approfondita.
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